Hi guys, oggi lo spunto di riflesione nasce da una visita ad un museo di arte fotografica.
Quì a Lausanne il Musèe d’Elysee http://www.elysee.ch/ ha proposto una collezione intitolata “Controverses”.
Cominciamo col dire che non si tratta soltanto di foto d’autore. La mostra, infatti, ospita anche fotografie di anonimi che ritraggono fatti e personaggi di rilevante valore storico e/o sociale.
Il titolo ” Controverses” vuole mettere in luce il difficile rapporto, talvolta etico o morale, talaltra soltanto emotivo, che l’opinione pubblica mostra nei confronti di alcuni particolari scatti fotografici.
Un primo esempio è dato dagli scatti che hanno come soggetto il nudo adolescenziale.Nel 1975 Garry Gross, fotografo pubblicitario newyorkese, ritrae nuda dentro una vasca da bagno una Brooke Shields di appena 10 anni. Le foto, i cui diritti sono totalmente ceduti a Gross dalla madre della Schields, vengono pubblicati su Little Woman prima e su Sugar and Spice dopo, entrambi pubblicazioni di PlayBoy. Nel 1981 la Shields vuole impedire l’uso delle foto e tenta di riacquistarne i diritti, non riuscendoci inizia una dura e lunga battaglia legale che finirà col dare ragione a Gross. Tuttavia qualcosa comincia a cambiare nel sentire comune e le foto vengono preticamente stigmatizzate. Più tardi nel 1992 Richard Prince recontestualizzerà all’interno di un progetto intitolato Spiritual America le foto ritraenti la Schields. Prince diventerà una star dell’arte contemporanea e la foto verrà aggiudicaca all’asta nel 1999 per 151.000 dollari. Risulta quindi evidente l’intento di porre la questione del nudo adolescenziale: oggi è possibile farvi ricorso? Se si, quali sono i limiti?
Multiculturalismo, superamento delle diseguaglianze e accettazione delle differenze sono i temi cari ad Oliviero Toscani che per esprimersi usa un linguaggio diretto e provocante spesso contestato per la scelta dei soggetti proposti all’interno delle campagne pubblicitarie della nota catena di abbigliamento Benetton. Lo slogan delle campagne, come è noto, è united colors of benetton. La strategia pubblicitaria è quella di riunire, all’interno della stessa immagine, i contrari: una donna nera che allatta al seno un bebè bianco, lupo bianco e agnello nero, piccola mano nera su una grande mano bianca o ancora il bacio tra due religiosi contro il precetto del celibato ecclesiastico.

Appartengono invece al filone del reportage le immagini scattate dal giovane fotografo sudafricano Kevin Carter che con la foto “stricken child crawling towards a food camp” nel 1994 si aggiudica il premio Pulitzer. La foto venne scattata a qualche chilometro da un campo profughi Onu in Sudan. Pochi mesi più tardi il giovane fotografo, colto da depressione, si suicidò.

Sempre sullo stesso filone è la foto di Todd Maisel, che si fa portavoce della tragedia dell’11 Settembre inquadrando una mano e un pezzo di avanbraccio dilaniati dall’esplosione.
Sono state scelte per il loro valore di denuncia le foto anonime delle violenze perpetrate nel carcere di Abou Ghraib da alcuni marines americani. Il curatore della mostra pone l’accento sulla loro funzione informativa: senza di esse, forse, non avremmo saputo!
Concludo questo brevissimo riassunto con una foto, per noi, molto toccante, che testimonia non solo la ferocia dell’ideologia ma anche e soprattutto l’impotenza delle istituzionisi: tratta della foto di Aldo Moro in ostaggio pochi giorni prima del suo assassinio.
